venerdì 4 maggio 2012

L'arnica per chi fa sport


La natura offre piccoli e semplici rimedi per i malanni comuni, anche per quelli che non sono malanni ma i banali disagi dovuti all'attività quotidiana. Tra questi, quello classico, è il dolore ai muscoli in seguito a un'attività intensa, di solito quella sportiva e in particolare se è prolungata (per esempio la corsa). Si tratta di un dolore che è conseguenza della liberazione dell'acido lattico da parte dell'organismo e dei microtraumi che si verificano a livello muscolare durante lo sforzo fisico. Solitamente si tratta di un avvenimento a cui il corpo umano può facilmente trovare rimedio e - generalmente - non c'è alcun motivo di intervenire in quello che non è altro che un naturale processo riparatore fisiologico.

(Photo by Flickr)


È indubbio, però, che, soprattutto per chi svolge una pratica sportiva intensa e frequente, spesso è utile avere a portata di mano un aiuto per prevenire e curare questo disagio. Senza ricorrere a prodotti di natura sintetica che, affaticano in maniera eccessiva fegato e reni, si può ricorrere a un rimedio naturale che ormai appartiene alla tradizione erboristica: l'arnica montana. Si tratta di una pianta utilizzata a partire dal 1600 e che ha dimostrato nel corso dei secoli un'efficienza rilevante in diversi ambiti curativi.

L'arnica ha proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche, antinevralgiche e antiecchimotiche. In altre parole si utilizza nel caso di ematomi, distorsioni, dolori muscolari e articolari. È disponibile come pianta fresca con cui effettuare impacchi direttamente sulla parte dolorante (soprattutto in caso di ematomi o distorsioni) oppure come olio o crema.

In ambito sportivo, la scelta forse migliore è quella dell'olio. Può essere utilizzato sia come strumento preventivo che curativo: spalmato su gambe, braccia e su tutti i muscoli coinvolti, prima dell'attività sportiva offre un supporto alle cellule muscolari (le rinforza), mentre dopo lo sforzo agisce come ricostruttore del tessuto cellulare, agisce cioè sulle microlesioni che inevitabilmente si generano sotto stress. Offre in questo modo un sollievo pressoché immediato che è coadiuvato dal movimento del massaggio. Questo deve essere lento e profondo, le mani devono percorrere i muscoli in lunghezza e poi muoversi come se si volesse ammorbidirli. Si spalma l'olio fino a completo assorbimento.

L'unica accortezza da tenere presente con l'arnica è che la cute sia completamente integra: in presenza di ferite o escoriazione è meglio evitare, in quanto questa pianta è irritante e rischia di produrre dermatiti pruriginose molto fastidiose.

Per traumi muscolari più intensi, come stiramenti, strappi o ematomi e contusioni, si può utilizzare l'arnica per fare degli impacchi: si utilizza in questo caso la tintura madre della pianta (reperibile in erboristeria o nelle farmacie specializzate). Nello specifico: un cucchiaio di minestra di tintura d'arnica in 1/2 litro d'acqua bollita all'istante oppure 20 gr sempre di tintura madre unita a 50 gr di glicerina e 60 d'acqua. Si applica solo sulla parte lesa lasciando che il tessuto cutaneo assorba la soluzione.

giovedì 3 maggio 2012

Ogni gesto d'amore è un rito per la Madre Terra


"Terra, Dea divina, Madre Natura, che generi ogni cosa e sempre fai riapparire il sole di cui hai fatto dono alle genti; guardiana del cielo, del mare e di tutti gli Dèi e le potenze; per il tuo influsso tutta la natura si quieta e sprofonda nel sonno. E di nuovo quando ti aggrada tu mandi innanzi la lieta luce del giorno e doni nutrimento alla vita con la tua eterna promessa; e quando lo spirito dell'uomo trapassa è a te che ritorna. A buon diritto invero tu sei detta Grande Madre degli Dèi; Vittoria è il tuo nome divino.
Tu sei possente, Regina degli Dèi! O Dea io ti adoro come divina, io invoco il tuo nome, degnati di concedermi ciò che ti chiedo, in modo ch'io possa in cambio colmare di grazie la Tua divinità, con la fede che ti è dovuta.."
Erbario inglese del XII secolo, British Museum.


Ogni gesto d'amore nei confronti della Terra è un rito di devozione verso la Pachamama. Non c'è bisogno di oggetti sacri o particolari rituali. L'amore con cui si compiono alcuni gesti è sufficiente a dare tutta l'energia necessaria a far volare le nostre preghiere.

(Photo: da Il Cerchio della Luna)

domenica 29 aprile 2012

Piante balsamiche per l'inverno


Inverno, pioggia, freddo. E insieme arrivano tosse, raffreddore e mal di gola, ovvero i classici mali stagionali. Non sempre si tratta della classica influenza (nè tanto meno dell’attuale A/H1N1), ma di fastidiosi malesseri che disturbano la vita quotidiana alcune volte impedendo il normale svolgersi delle attività. Principalmente sono provocati da forti sbalzi di temperatura a cui il corpo umano non riesce ad adattarsi in modo adeguato: naso e gola si raffreddano e le mucose, che hanno il compito di difendere l’organismo dai virus, riducono la loro funzionalità e non sono più in grado di fare da scudo verso l’esterno. Senza ricorrere da subito a farmaci di sintesi, è possibile ricorrere alle armi che la natura mette a disposizione e che la tradizione conosce e utilizza da secoli. L’esempio più classico nel caso di malattie da raffreddamento è l’assunzione di bevande calde, magari fatte con piante riscaldanti come lo zenzero, la cannella e i chiodi di garofano: il calore aiuta a ripristinare la circolazione e a riportare la funzionalità originaria delle mucose.


(Photo by Flickr)




In natura sono presenti diverse piante che possono aiutare a risolvere questi stati di malessere senza utilizzare medicinali. Hanno lo scopo di agire direttamente sulle vie respiratorie: si chiamano piante balsamiche e, una volta ingerite o applicate sulla pelle nel caso dei loro oli essenziali, svolgono un’azione espettorante e antisettica. Forniscono, cioè, quell’azione di stimolo e supporto di cui le mucose hanno bisogno per riacquistare la loro naturale funzionalità. Tra le piante balsamiche più diffuse si trovano l’eucalipto, il pino mugo, l’elicriso, la piantaggine e la grindelia.

  • Eucalipto: è un albero sempreverde diffuso nei climi tropicali, sub-tropicali e temperati; svolge un’attività balsamica, antisettica, espettorante e blandamente antispasmodica nelle infiammazioni della gola e come coadiuvante nelle bronchiti croniche e acute; si utilizza come infuso, come preparati farmaceutici oppure sotto forma di olio essenziale, questo può essere diluito in olio di mandorle e frizionato sul torace per un effetto balsamico e riscaldante, oppure aggiunto all’acqua del bagno per ottenere un’azione stimolante, tonificante e rinfrescante. Attenzione: si sconsiglia l’eucalipto in caso di patologie gastrointestinati, delle vie biliari e del fegato.
  • Pino mugo: è un albero sempreverde molto diffuso in Italia in ambiente montano, sulle Alpi e sull’Appennino da 800 a 2000 m; ha proprietà antisettiche delle vie respiratore, espettorante e fluidificante delle secrezioni bronchiali in caso di affezioni delle vie respiratorie, di influenza e catarro; si utilizza sotto forma di infuso da bere, come suffumigi e come prodotti farmaceutici derivati (capsule, preparati).
  • Elicriso: pianta fiorita che cresce in Italia nei terreni aridi pietrosi ed erbosi; ha proprietà espettorante, balsamica, calmanti della tosse e antinfiammatorie che aiutano l’organismo in caso di infezioni alle alte vie respiratorie e bronchiti; si utilizza sotto forma di infuso e sciroppi, ma anche come capsule o altri preparati pronti a causa del sapore particolare di questa pianta che non a tutti piace.
  • Piantaggine: erba perenne diffusa in Europa, Asia e Africa settentrionale, in Italia è comune allo stato spontaneo; ha proprietà antinfiammatorie, antisettiche e lenitive, ha la capacità di ridurre il rossore; è consigliata in caso di infiammazione alla gola e delle vie respiratorie, anche da somministrare ai bambini; si utilizza come infuso da bere, come preparati farmaceutici e come decotto con cui fare impacchi nelle infiammazioni della pelle e delle mucose.
  • Grindelia: è una pianta perenne originaria della California e del Messico; possiede un’attività antispasmodica, espettorante, calmante della tosse, antinfiammatoria e antibatterica da impiegare in caso di tosse, bronchite e catarro; si utilizza come infuso, come preparati farmaceutici oppure come estratto oleoso nella preparazione di unguenti balsamici pettorali.


(Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Gazzettino, Inserto di Pordenone a cura di Farmacia De Lucca)

Propoli, l'antibiotico naturale


La propoli è uno dei rimedi naturali più conosciuti ed efficaci. È una sostanza prodotta dalle api: è il risultato della lavorazione di resine raccolte su gemme, cortecce, scorze e ferite delle piante e viene utilizzata per proteggere l’entrata dell’alveare, sigillare fori e combattere i batteri nelle cellette delle uova. Questa sostanza è formata dal 55% circa di resine e balsami, dal 30% di cera, dal 10% di flavonoidi e dal 5% di polline e minerali (composizione indicativa). 


Alla propoli è riconosciuta, sia dalla medicina naturale che quella tradizionale, proprietà battericide su una vasta gamma di germi, antivirali sui ceppi influenzali e parainfluenzali, antinfiammatorie e antimicotiche. Sul mercato sono presenti vari preparati a base di propoli: è bene chiedere al farmacista, possibilmente specializzato in fitoterapia, qual è la soluzione migliore, ponendo attenzione alla percentuale presente nel prodotti. La propoli non presenta controindicazioni, anche se, in soggetti più sensibili, può dare reazioni allergiche che scompaiono con la sospensione del rimedio.